Intervista a Giorgio Sardella: “Siamo risorti come l’araba fenice”

A corredo di un risultato straordinario come il quinto posto nazionale alle Finali Under 15, abbiamo raccolto le parole di coach Giorgio Sardella, Direttore Tecnico del settore maschile e – ovviamente – Primo Allenatore del gruppo Under 15 di Eccellenza, che ci ha regalato una riflessione lucida, sincera e piena d’orgoglio su questa lunga avventura vissuta tra Fondi e Gaeta.

Giorgio, un quinto posto nazionale: come si vive un risultato del genere?

Siamo davvero contenti. Essere la prima realtà Under 15 non legata a una società di Superlega o Serie A ci riempie d’orgoglio. Tutte le squadre arrivate fino a qui hanno alle spalle strutture importanti e noi siamo lì, con loro, a dire la nostra. Questo vale più di mille parole.

C’è stato un momento particolare che ha segnato la svolta del vostro cammino?

Sì, direi dopo la finale regionale persa. È stata una sconfitta dura, anche inaspettata. Ma da lì abbiamo rimesso giù la testa, lavorato sodo… e siamo risorti. Proprio come l’araba Fenice, se vogliamo usare un parallelismo con il nostro simbolo. I ragazzi sono stati bravi a non abbattersi. Rialzarsi non era facile. Affrontare un intero percorso di qualificazione, durissimo, con avversari preparatissimi, non era scontato. Ma lo abbiamo fatto.

C’è un pizzico di rammarico per come è andata nei quarti?

Sicuramente sì. La partita contro la Cucine Lube Civitanova è stata decisa da pochissimi punti, davvero un manipolo. Ma è proprio da lì che è nata la consapevolezza di potercela giocare con chiunque. Di poter ambire anche a qualcosa di più, in futuro. Ma questo è lo sport: la palla è rotonda e a volte decide il caso. Noi, però, abbiamo sempre messo i valori al primo posto. E questo è ciò che conta di più.

Cosa ha fatto la differenza in questi sei giorni di fuoco?

La sinergia. Il lavoro dello staff, la dedizione dei ragazzi. E poi l’aiuto di tante persone che sono state fondamentali: Alberto, che ci ha dato una mano continua, Silvia e Martina, che hanno fatto la spola tra Roma e i campi per sostenerci, Francesco, il nostro direttore sportivo, sempre al nostro fianco. E ovviamente tutta la società, che ci ha permesso di vivere questa esperienza incredibile. È stato un lavoro di squadra, dentro e fuori dal campo.

Che cosa rappresenta questo risultato per il futuro della Fenice?

È la ciliegina sulla torta di un anno importante, pieno di sfide e soddisfazioni. Due finali regionali (purtroppo perse), un quarto posto regionale… ma sempre tra le prime quattro del Lazio. L’obiettivo ora è alzare ancora l’asticella. Vogliamo stabilirci stabilmente tra le migliori, con ancora più forza e passione. Lo faremo con il lavoro quotidiano in palestra, come sempre.

Un’epopea sportiva, una riflessione umana. Questa è la Fenice: dove si cade per imparare a volare più in alto.